L’arcione in legno può essere di olivastro, leccio, roverella, sughera e perastro. Si raccolgono i rami freschi, curvati dalla natura, che vengono fatti stagionare nel magazzino della bottega per sette anni. Era consuetudine, in passato, che amici o compaesani ci portassero spontaneamente rami raccolti in campagna che, per la particolare curvatura e qualità del legno, li ritenevano adatti ad essere intagliati. Questa gentile attenzione dei nostri amici prosegue anche oggi.
È costituito dall’arco anteriore (arcu ‘e nanti) dalle barre laterali (costanas) e dall’arco posteriore (arcu ‘e segusu). Per sas costanas si preferisce il legno di castagno (pianta ampiamente diffusa nel territorio) per la sua resistenza e flessibilità.
Per rivestire la seduta si utilizzava la pelle cruda di un bovino (di solito di razza modicano-sarda), fissata con le sellerine (chiodi fini da sellaio), oggi si preferisce la pelle conciata che si adatta meglio a coprire l’imbottitura. Lungo sas costanas in prossimità dell’arco anteriore, vengono praticati due tagli della larghezza di alcuni centimetri per far passare gli staffili. Un altro sistema per attaccarli è tramite delle anelle in acciaio.
L’arco anteriore è avvolto da due piccole cinghie che aperte fanno da legacci per fissare oggetti o indumenti alla sella, mentre dalle estermita dello stesso partono due grosse tirelle alle quali si attacca su pettorale. Sia l’arco anteriore che quello posteriore prevedono una copia di fori, derivanti dal vecchio basto da lavoro, dove venivano fatte passare le corde. Nell’arco posteriore a due occhielli di metallo sono agganciati sos trinzilleris, sottili cinghie di cuoio utili per fissare alla sella le bisacce. Sulla faccia esterna della paletta invece è posta un’anella rettangolare, adagiata su un piccolo cuscinetto di pelle, dove passa la cinghia de sa latranga, il sottocoda.
Le parti terminali dei due archi si infilano nella bardella, il cuscino sagomato con il quale la sella poggia sulla schiena del cavallo. La bardella è realizzata in tela spessa di cotone con delle rifiniture anteriori e posteriori in cuoio. È imbottita in paglia, preferibilmente d’orzo, pressata e sagomata in modo da garantire un aderenza uniforme sul dorso dell’animale. Si usa la paglia perché è un materiale leggero, soffice e traspirante e sopratutto si asciuga in fretta dal sudore del cavallo.